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Lo scandalo della vaccinazione per l’influenza pandemica

16 Gennaio 2010 - L’accusa mossa dal Presidente della Commissione Salute del Consiglio Europeo, Wolfgang Wodarg, alla lobby dell’industria dei vaccini è pesante. L’epidemiologo tedesco ha accusato le società che producono vaccini di aver creato panico riguardo all’infezione da virus influenzale pandemico A/H1N1 ( anche noto come virus dell’influenza suina ), facendo pressione sull’Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS ) affinchè dichiarasse lo stato di pandemia.

La dichiarazione di pandemia ha costretto i vari Paesi a mettere in atto misure di prevenzione vaccinale. Sono state pertanto acquistate ingenti quantità di vaccini, con guadagni iperbolici per le società produttrici.

La sola Italia ha acquistato 24 milioni di dosi da Novartis Vaccines and Diagnostics con un contratto, definito dalla Corte dei Conti troppo favorevole alla società produttrice di vaccini.
Il contratto è firmato dal direttore generale del ministero della salute, Fabrizio Oleari, e dall'amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli.
L’esborso per lo Stato italiano è pari a 168 milioni di euro ( IVA esclusa ).
Novartis ha solo vantaggi: nessuna responsabilità riguardo ad eventuali danni da vaccino ( ad eccezione del difetto di produzione ), nessuna penale per il ritardo nella consegna. Inoltre, il ministero della salute italiano non ha inserito nessuna clausola per disdire, almeno parzialmente, il contratto in caso di cambiamento dello scenario pandemico.

La popolazione italiana, nonostante la martellante campagna mediatica, non ha aderito al programma di vaccinazione di massa; meno di 1 milione di dosi sono state utilizzate. La rimanenza è di ben 23 milioni di dosi di vaccino.

La Polonia e la Finlandia, da subito, avevano criticato la vaccinazione antinfluenzale da virus A/H1N1. Il ministro della salute polacco, Ewa Kopacz, aveva definito la vaccinazione antipandemica una truffa.
Polonia e Finlandia avevano anche giudicato il vaccino non sicuro, adducendo il fatto che le società produttrici di vaccini contro l'influenza H1N1 avevano rifiutato di assumersi la responsabilità di possibili effetti indesiderati correlati al vaccino.
La Kopacz aveva affermato che il dovere di un ministro della sanità non è quello di siglare accordi che facciano l'interesse delle società che producono vaccini, ma di concludere accordi che facciano l'interesse dei cittadini.

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